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Il Tagliamento è considerato a ragione da molti ricercatori europei uno dei corsi d'acqua meglio conservati dell'arco alpino e in assoluto il fiume più importante della regione con i suoi 158 chilometri di lunghezza.
Tutta l'asta compresa nell'area montana, a partire dallo sbarramento di Caprizi e dirigendosi verso Forni di Sopra e le sue sorgenti, situate sul Passo della Mauria a 1195 metri di quota, offre parecchi luoghi ideali dal punto di vista naturalistico e per le spiccate condizioni di selvaticità del materiale ittico presente.
La scelta delle esche dipende in larga misura dalle proprie abitudini, ma gli esperti consigliano in particolare l'uso di esche artificiali, come il cucchiaino o la mosca.
L'accesso al fiume è piuttosto impegnativo fino all'abitato di Forni di Sopra, mentre migliora notevolmente a monte di quest'importante località turistica.
Per i più temerari è possibile, a prezzo di una risalita impegnativa, provare a gettare l'esca sul Rio Negro, in prossimità dello sbarramento di Caprizi.
Per riprendersi dalle fatiche compiute lungo il Tagliamento e i suoi affluenti, è sempre possibile trascorrere qualche ora rilassante sul lago di Sauris, specchio d'acqua artificiale creato con la costruzione della grande diga che sbarra il passo alle acque del torrente Lumiei.
L'unico tratto del Tagliamento veramente interessante dal punto di vista alieutico dopo l'abitato di Tolmezzo in direzione sud, resta quello che dalla confluenza del fiume Fella scende fino a Ospedaletto, fino alla presa del Consorzio Ledra- Tagliamento.
In questo tratto, facilmente accessibile, molto ampio e ricco d'acqua, non è infrequente imbattersi in splendidi temoli, anche se la marmorata, resta la regina incontrastata di queste acque.
Consigliamo anche una breve escursione sul torrente Venzonassa, un piccolo gioiello dal punto di vista paesaggistico incastonato ai piedi del monte Plauris, che confluisce nel più grande fiume della regione proprio all'altezza dell'abitato di Venzone.
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